
Qualche giorno fa ho ricevuto una telefonata di un amico di Milano preoccupato poiché gli era giunta voce da altri fotografi che i martini dell’Oasi fossero stati predati dallo Sparviere. Ho trovato la cosa interessante perché, anche nell’era di Internet e del villaggio globale, vale ancora la regola che ad ogni passaggio di informazione questa si trasforma cambiando aspetto e dimensione e, come accade da sempre al Bar dei Pescatori, la carpa di 1 kg diventa di 5 kg raccontata la prima volta, si trasforma in un siluro di 15 kg al secondo passaggio per poi diventare una creatura mitica pescata non si sa dove e da chi.
La parte vera della notizia sta nel fatto che i martini sono realmente “scomparsi” dal capanno per quasi 3 settimane, così come è vero il fatto che è avvenuta la predazione di un picchio rosso maggiore da parte dello sparviere davanti ad alcuni fotografi quel giorno presenti in capanno. Di certo, aver tenuto attiva una mangiatoia invernale per picchio e passeriformi ha abituato lo sparviere a frequentare l’area del capanno e, probabilmente, la presenza di questo rapace può essere stata una delle cause della diminuzione dei passaggi dei martini per qualche settimana. Un altro fattore che può aver avuto una sua importanza nel comportamento recente dei martini può essere stata la vecchia retina che conteneva i pesci nel canale che, dopo due anni di onorato servizio, ormai non li conteneva adeguatamente e questi per diversi giorni riuscivano a fuggire disperdendosi nei canali.
Identificati i problemi siamo passati alle soluzioni e, nell’arco di poco tempo, abbiamo sospeso l’alimentazione delle altre mangiatoie, sostituito la vecchia rete nel canale con una nuova “scatola metallica” per i pesci e, infine, semplicemente abbondato nella fornitura di cibo. Dopo una decina di giorni ecco il risultato: gli Alcedo sono ricomparsi di nuovo sui posatoi con frequenze di passaggio normali per questo periodo. E non solo, i nostri amici sembrano tornati a frequentare il nido utilizzato due anni fa, quindi la stagione fotografica sembra tornata sui binari giusti e noi abbiamo imparato una nuova lezione: per quanto abituati, alimentati e coccolati, tutti gli animali che volano nell’Oasi sono selvatici e liberi. Soprattutto liberi di scegliere cosa fare, indipendentemente da quello che vorremmo noi fotografi.
Dagli altri capanni: prosegue la stagione con picchio rosso maggiore e ghiandaia al Capanno dei Beccaccini, anche se non è facile dire fino a quando le mangiatoie inviteranno gli uccelli a frequentare l’arena del capanno. Anche la garzaia è in piena attività e, per gli amanti degli ardeidi, è sempre disponibile il piccolo Capanno degli Aironi, almeno fino a quando il fogliame degli ontani avrà nascosto i nidi di cenerini, garzette, nitticore, guardabuoi e marangoni minori.
Per completare questo aggiornamento, siamo felici di informarvi che l’Oasi prosegue la collaborazione con l’AFNI distribuendo la nuova edizione della rivista Asferico, l’unica rivista interamente fotonaturalistica realizzata in Italia grazie all’impegno dell’Associazione Fotografi Naturalisti Italiani. Asferico ha ora un nuovo formato che valorizza ancora di più le immagini presentate e una grafica estremamente piacevole. Potrete trovare Asferico presso il nostro Bookshop nel Barco di Cervara alla vostra prossima visita all’Oasi.
Buona Primavera.
Erminio F. Ramponi